Rabindranath Tagore (1861-1941) è stato il più grande poeta indiano moderno, premio nobel per la letteratura nel 1913. Bengalese di nascita ma cosmopolita per formazione, egli fu certamente un uomo capace di creare un ponte tra l’Oriente e l’Occidente, non solo nella poesia ma anche nel sentimento religioso. Tagore raggiunse il punto più alto di quell’ispirazione poetica profondamente radicata nelle millenarie tradizioni dell’india, filtrate e reinterpretate alla luce d’una profonda conoscenza delle correnti letterarie predominanti in tutto il mondo, che egli poté approfondire di persona durante le sue peregrinazioni in Europa, nel nuovo mondo e in Giappone.
L’intera opera del poeta, dalla letteratura alla produzione cinematografica che ha ispirato, illustra l’influenza delle suggestioni che la sua terra natia, il bengala, impressero nella sua anima, la formazione che il suo circolo famigliare gli offerse, l’evoluzione della sensibilità tagoriana affinata dagli intensi contatti con uomini della cultura e della politica indiana dei suoi tempi, tra cui primo di tutti il mahatma gandhi sullo sfondo dell’aspirazione indiana all’indipendenza.

Relatori:

  • Gian Giuseppe Filippi (già professore ordinario di Indologia e Storia dell’arte dell’India e dell’Asia centrale presso l’Università Ca’ Foscari di Venezia)
  • Monia Marchetto (Dottorato di lingua e letteratura Hindi dell’India presso l’Università Ca’ Foscari di Venezia)

Venerdì 11 Novembre 2016 ore 16,00
presso l'Auditorium Fondazione Toniolo Via seminario, 8 - Verona

Ingresso Libero