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NO alla discarica di Sorgà: Car Fluff – Interviste

 

NO alla discarica di Sorgà: Car Fluff

Abbiamo chiesto a tre donne in prima linea nella campagna “NO Car Fluff”, a tre amministratrici dei comuni coinvolti nella custodia e nella protezione del proprio territorio, di spiegarci quale spirito guida il loro impegno. Papa Francesco nella Laudato Sì afferma che «L’uomo è custode e non padrone o despota della natura. Non divoriamo la terra ma restituiamole dignità». Che significato hanno queste parole per un amministratore?

 

Daniela Castro, Sindaco del Comune di Casteldario (MN)

Quando si parla di salvaguardia del pianeta e delle azioni che bisogna intraprendere per non “divorare la terra ed essere custodi della natura”, pur prendendone atto, pensiamo sempre a qualcosa di lontano e ad azioni che devono essere portate avanti da altri. Troppo spesso, prima di iniziare a pensare al nostro pianeta, siamo abituati ad aspettare normative imposte dai politici mondiali e ce ne facciamo carico solo quando ci vengono obbligatoriamente imposte.
Poi, basta un’opera mastodontica e impattante come la discarica che intendono a costruire a Sorgà, per renderci conto che siamo arrivati ad un punto di non ritorno e che ancora tanto, troppo si deve fare per cambiare le cose e salvare il mondo in cui viviamo. Se tutti insieme non riusciamo a fare un passo indietro, distruggeremo definitivamente ciò che è stato creato per noi e ne dovevamo essere i custodi. Anch’io, in qualità di Sindaco sono felice che 11 comuni unanimi abbiano firmato un accordo quadro, per schierarsi contro l’insediamento di una discarica di questa portata nei nostri territori.
Un bellissimo gesto di solidarietà d’intenti per tutelare i nostri territori e i nostri cittadini, ma sarei ipocrita se nascondessi la mia forte preoccupazione, perché noi sindaci troppo spesso siamo costretti a subire decisioni già state prese molto più in alto e a subirne le conseguenze.
Fintanto che sarà possibile costruire discariche a confine tra due regioni, tenendo in considerazione solo le normative dell’una, con deroghe a discapito dell’altra, sarà molto difficile, se non impossibile per noi amministratori locali, salvaguardare i nostri territori. Noi ci stiamo provando con tutte le forze, perché crediamo e vogliamo che le nostre terre possano continuare a dare i loro frutti, rimanendo l’ambiente sano e naturale per il quale i nostri cittadini hanno scelto di vivere in un paese anziché in città o vicino ad insediamenti industriali.
Servono però azioni globali, affinché ci siano regole da rispettare per tutti, stati e regioni, per salvaguardare in modo equo l’ambiente in cui viviamo, tenendo in considerazione gli interessi aziendali, ma non meno quelli delle persone che ci vivono salvaguardando la loro salute.

 

Greta Rasoli, Assessore all’Ambiente del Comune di Sorgà (VR)

Posso affermare di essere orgogliosa di appartenere ad un territorio che ha mostrato di riuscire ad andare oltre ogni confine sia geografico che partitico. In un momento storico importante come quello che stiamo vivendo, caratterizzato da pandemie, crisi economiche, sociali e politiche credo che il nostro caso sia da prendere da esempio. Undici amministrazioni rappresentanti circa 55.000 persone si sono unite per il rispetto e la salvaguardia di un bene che non conosce partiti e confini… il nostro Ambiente. Questo tema negli ultimi anni sembra essere divenuto un cavallo di battaglia in tutti i settori ma credo che in realtà non sempre ci sia un punto di vista a 360°. Ambiente non è solo natura inteso come matrici ambientali (acqua, aria, terra) ma è un insieme di condizioni che sinergicamente coesistono e lavorano insieme in un equilibrio perfetto. Nel momento in cui l’uomo decide di interagire con una qualsiasi di queste condizioni deve tenere presente che l’intero equilibrio verrà inevitabilmente modificato e quindi dovrà interfacciarsi sempre con enorme rispetto ed in punta di piedi. Credo che l’unione di queste amministrazioni abbia come fine quello di salvaguardare gli equilibri di un territorio cercando di far capire che il progresso è importante ma deve coesistere in maniera assolutamente pacifica con il preesistente senza danneggiarlo.
È necessario sottolineare che alcune attività sono necessarie e che nessuno di noi è contro a servizi a supporto della comunità. Quello che mi auguro si possa capire con la nostra unione è che prima di attaccare, deturpare, impoverire e violentare altro terreno, altre acque, altra aria sarebbe necessario utilizzare luoghi che purtroppo non sono stati così fortunati da avere persone in loro difesa e che, per utilizzi impropri risultano degradati. Invece di aggiungere a queste aree altri futuri territori sarebbe necessario recuperare quelli esistenti anche andando contro il profitto dei privati.
Non ci siamo limitati a dire “no” ma abbiamo dato anche alcune soluzioni che potrebbero, in attesa di normative volte alla riduzione totale dei rifiuti, ove possibile, dare nuova vita ad aree abbandonate e quindi salvaguardare territori che invece stanno vivendo e stanno dando vita a prodotti importanti per la comunità tutta.
Credo che il nostro caso sia il simbolo di una politica che ascolta e tutela il territorio, che si impegna a portare avanti quello per cui siamo stati chiamati a fare: il bene della comunità ed auspico che anche la politica ad alti livelli prenda ad esempio come le piccole realtà possono fare grandi cose o almeno ci provano.

 

Barbara Chilesi, Vice Sindaco Comune di San Giorgio Bigarello

Negli ultimi anni abbiamo assistito quasi impotenti alla gestione sconsiderata del nostro territorio da parte di grandi operatori commerciali che nel nome del profitto hanno completamente ignorato l’effetto delle loro azioni sulla natura e sull’ambiente in senso più ampio. Spesso hanno trovato amministratori locali compiacenti, che per poter ottenere fondi da spendere per il loro comune si sono resi complici di insediamenti quantomeno discutibili. Altre volte pur trovando le popolazioni e le amministrazioni contrarie non hanno avuto alcuno scrupolo nel calpestare le volontà delle comunità locali.
Oggi per la prima volta stiamo assistendo a due fenomeni nuovi e molto incoraggianti: la netta consapevolezza da parte degli amministratori locali che ogni intervento invasivo sul territorio diventa una ferita che è difficilissimo guarire e l’altrettanto netta convinzione che agire uniti e coesi, condividendo strategie ed intenti possa essere la chiave di volta per cambiare un destino che sembra già scritto.
La nostra amministrazione ha intrapreso un percorso nuovo rispetto all’ambiente e all’ecologia: posizionati in un luogo strategico per la logistica e il passaggio delle merci, ci siamo trovati a gestire continue richieste di insediamenti sempre più grandi e sempre più impattanti per il consumo di suolo e per l’aumento dell’inquinamento atmosferico. Non possiamo più accettare ogni tipo di richiesta, non possiamo più pensare che tanto di territorio ne abbiamo! La svolta che abbiamo intrapreso è quella del caratterizzare il territorio per l’aumento delle aree piantumate, per il numero crescente di aree verdi, di percorsi ciclabili e di iniziative che pongano al centro il rispetto per l’ambiente e la riduzione dell’inquinamento. Con questa nuova esperienza abbiamo capito che non siamo soli in questa battaglia, che tanti la condividono e che forse è arrivato il momento davvero di svoltare nella protezione del territorio e delle sue ricchezze.

Alberto Speciale
21 Giugno 2021

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