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Verso la 49° Settimana Sociale
Il pianeta che speriamo. Ambiente, lavoro, futuro: #tuttoèconnesso

La direzione verso Taranto e la 49° Settimana Sociale è segnata e farà una prima tappa a Padova il 3 luglio, quando si incontreranno i delegati del Nord Italia per un seminario dal titolo “La transizione ecologica: il contributo del mondo delle imprese e del lavoro”. La sede prescelta per l’incontro è quella del complesso del Beato Pellegrino, esempio virtuoso di rigenerazione urbana condotto dall’Università nel cuore della Città in quello che fu per decenni ospedale geriatrico. Una storia lunga quella del Complesso che ora ospita 18 aule e una biblioteca da oltre 356mila volumi, iniziata con la soppressione nel 1806 del monastero femminile benedettino che ne aveva fino a quel momento animato i chiostri e proseguita fra alterne vicende, bombardamenti e occupazioni, fino ai giorni nostri.
L’incontro preparatorio alla Settimana Sociale di Padova è soprattutto una prima occasione per discutere insieme intorno alle proposte formulate in vista della plenaria di Taranto, città che più di ogni altra in Italia è divenuta simbolo del conflitto tra lavoro, salute e ambiente. L’incontro di Padova rappresenta anche un primo momento di confronto fra tutti i partecipanti, attraverso la presentazione dei dossier redatti nei mesi scorsi dai vari gruppi tra lavoro, salute e ambiente secondo le direzioni indicate dall’Instrumentum laboris, documento che fa da sfondo valoriale e di contesto.
«All’improvviso nel mondo globalizzato ha fatto irruzione il coronavirus sorprendendo tutti per il carico di morti che ha procurato, per il dolore e le sofferenze che ha seminato, per la paura che ha insinuato, per le certezze che ha distrutto» inizia così l’Instrumentum, il testo redatto dal Comitato scientifico delle Settimane Sociali dei Cattolici Italiani, rimettendo al centro di tutto l’esperienza della pandemia e le riflessioni che da questa sono scaturite. Come dimenticare, ad esempio, la Via Crucis di papa Francesco in una piazza San Pietro deserta? Momenti di profondo raccoglimento divenuti l’occasione per riflettere sul nostro ruolo nella società. «La tempesta smaschera la nostra vulnerabilità e lascia scoperte quelle false e superflue sicurezze con cui abbiamo costruito le nostre agende, i nostri progetti, le nostre abitudini e priorità — disse papa Francesco — Ci dimostra come abbiamo lasciato addormentato e abbandonato ciò che alimenta, sostiene e dà forza alla nostra vita e alla nostra comunità. La tempesta pone allo scoperto tutti i propositi di “imballare” e dimenticare ciò che ha nutrito l’anima dei nostri popoli; tutti quei tentativi di anestetizzare con abitudini apparentemente “salvatrici”, incapaci di fare appello alle nostre radici e di evocare la memoria dei nostri anziani, privandoci così dell’immunità necessaria per far fronte all’avversità».
Attraverso due o tre momenti di confronto avvenuti nei mesi di marzo e aprile, la quindicina di delegati del Nord Italia hanno potuto mettere in comunione le esperienze e le buone pratiche di innovazione, ma anche sulle fatiche e le lentezze nel vivere la transizione ecologica. A guidarli un gruppo di coordinatori scelti fra docenti universitari, sindacato ed esponenti del terzo settore.
La giornata del 3 luglio si prefigge quindi d’essere un giro di boa essenziale per fare sintesi e integrare le esperienze degli ultimi mesi, racchiuse nelle Schede: utile strumento su cui costruire occasioni d’incontro e dialogo con tutte le realtà operanti nelle diocesi per fornire nuove e più fresche energie a quel grande dibattito che si va costruendo nel Paese anche intorno al Piano nazionale di Ripresa e Resilienza.
II seminario padovano avrà così inizio con la relazione dell’arcivescovo di Modena e Vescovo di Carpi, Erio Castellucci, dal titolo “Per una cultura della cura, della bellezza e dell’incontro dalla Laudato si’ alla Fratelli tutti”. Seguirà poi la presentazione delle Schede e il dibattito fra i partecipanti ai tavoli di lavoro.
A separare i due momenti, un concerto del quartetto d’archi composto da Chiara Zatterin, Francesca Baldo, Ludovica Mayer e Vasil Angelov. Dopo il pranzo offerto da Coldiretti, Giuseppe Tripoli, segretario generale Unioncamere, introdurrà il dibattito del pomeriggio con un intervento dal titolo “Le imprese e la transizione ecologica: a che punto siamo nel Nord Italia”. Seguirà una tavola rotonda a tema “il contributo del mondo delle imprese e del lavoro per la transizione ecologica” a cui parteciperanno: Stefano Bonaccini, presidente della Regione Emilia-Romagna; Maria Cristina Piovesana, presidente e A.D. di ALF Group S.p.A. e vicepresidente nazionale Confindustria; Alessandro Vandelli, amministratore Delegato BPER SpA; Stefano Granata, imprenditore e presidente Federazione nazionale cooperative sociali di Confcooperative.
Concluderà la giornata Marco Arnolfo, Vescovo di Vercelli e Membro del Comitato Scientifico delle SSCI.

Renzo Beghini
28 Giugno 2021

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