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Intraprésa non si è mai fermata In preparazione della Settimana Sociale di Taranto 2021

Intraprésa che rappresenta l’area lavoro della pastorale sociale e del lavoro della Diocesi di Verona che fa capo a Fondazione Toniolo, dal 2019 si occupa di coinvolgere giovani economisti ed imprenditori per confrontarsi su come: coniugare il “fare il Bene” con le regole e i limiti dell’economia; vivere la propria fede nel lavoro; ideare nuovi modelli e paradigmi economici più umani, eticamente responsabili e rispettosi del creato. Da Settembre 2020 ha ripreso le attività grazie alla creazione della squadra di coordinamento chiamata “La Segreteria”, composta da 12 giovani-adulti economisti e lavoratori che per primi approfondiscono e cercano di vivere nella propria vita la DSC (Dottrina Sociale della Chiesa) e argomenti affini. I 12 giovani donne e uomini sono visibili con una propria descrizione sul sito La Segreteria – Fondazione Toniolo, essi provengono da esperienze lavorative varie e molti di loro stanno costruendo la propria famiglia, ognuno di loro in questi mesi si è dedicato allo sviluppo dei progetti che caratterizzano Intraprèsa, in particolare le serate di Networking, i gruppi d’azione, e la collaborazione con il Centro pastorale adolescenti e giovani della diocesi per il percorso Economy off/on. La segreteria si ritrova mensilmente per una riunione operativa e soprattutto per confrontarsi sulla lettura di un testo che esplichi la DSC e ci si confronta per poter essere testimoni sia all’interno delle attività di Fondazione Toniolo sia nella propria vita sociale/lavorativa
Le serate di networking è l’attività che ad oggi, pur con tutte le difficoltà della pandemia che hanno costretto ad organizzare 4 serate su 6 online, ha riscontrato grande interesse con numerose iscrizioni e nuove persone che si avvicinano a questi temi, fino ad arrivare ad aver coinvolto circa 160 persone in complessivo tra le varie serate. Gli ospiti finora sono stati in ordine cronologico Donato Didonè – AD di Aia S.p.A., Thomas Ambrosi – imprenditore in ambito di innovazione agricola fondatore di ONO Logistics, Barbara dalle Pezze – coach internazionale, Andrea Battista – imprenditorie in ambito di assicurazioni ad alto contenuto tecnologico in Net Insurance. Questi incontri cercano di avere come ospite persone di fede che eccellono nel loro settore lavorativo portando la loro testimonianza di come vivono la DSC e l’equilibrio vita-casa-lavoro-fede, con tutte le sfide a ciò correlate. Questo è il valore aggiunto di Intraprèsa parlare di lavoro in modo innovativo tenendo al centro la fede e le relazioni, parlando quindi del senso della vita portato nel lavoro. Le serate proseguiranno nei mesi di Aprile e Maggio con altri due ospiti imprenditori del territorio veronese. Ogni persona che si iscrive ha accesso agli incontri registrati e disponibili sul canale youtube di Fondazione Toniolo e alle slide riassuntive della serata disponibili in una cartella condivisa.
La collaborazione con il Centro pastorale adolescenti e giovani ha dato molti frutti, permettendo ai giovani della segreteria di Intraprèsa di essere testimoni di come loro stessi vivono la DSC nella loro vita, mettendo a frutto il percorso formativo e spirituale che stanno svolgendo insieme e donando le proprie risorse ai giovani che hanno aderito al corso “Economy off/on”, percorso che si è basato sul libro Docat e sulle testimonianze e formazione fornite da Intraprésa.
Infine il Gruppo D’azione che è stato attivato quest’anno riguarda la compliance cioè come poter misurare la DSC nelle imprese e come poter riconoscere e creare dei modelli aziendali che siano coerenti con la DSC. Questo gruppo insieme alla segreteria sta dialogando con la commissione organizzativa della 49^ settimana sociale dei cattolici italiani che si terrà a Taranto il prossimo Ottobre 2021. Alcuni giovani si stanno occupando di candidare realtà aziendali, comunali, ecclesiali e del terzo settore all’evento di Taranto per poter portare virtuosi esempi veronesi di realtà sociali ed economiche che incarnano nei propri processi la DSC.

Beatrice Scappini
Aprile 2021

La fede è la chiave interpretativa fondamentale delle vicende umane Intervista ad Andrea Battista

Andrea Battista Amministratore Delegato di Net Insurance S.p.A. è stato ospite di Networking l’appuntamento mensile con imprenditori, dirigenti, professionisti organizzato da Intrapresa. Si tratta di storie di persone che nella loro vita professionale cercano di coniugare lavoro e fede, economia e valori, impegno professionale e dimensione spirituale nella convinzione che non sono due aspetti contrapposti o separati ma dimensioni diverse di un’unico impegno per far bene e far star bene. Lo studio, il lavoro da manager e la dimensione imprenditoriale. E poi? L’atteggiamento positivo verso qualunque persona ed esperienza, il desiderio di cimentarsi in nuove avventure professionali, di guardare oltre, di scegliere strade non battute, lasciandosi sempre ispirare orientare dai propri valori, dalla fede. La vera bussola. È tra queste tappe fondamentali che si snoda la storia professionale e umana di Andrea Battista. Una storia che si innesta su una salda consapevolezza: l’innovazione può costituire un’occasione per far fiorire la libertà e di creatività umana

Quali sono stati i momenti più significativi della sua storia professionale?
Se dovessi sintetizzare citerei sicuramente la Laurea in economia in Luiss, l’incarico di amministratore delegato di Aviva e infine l’acquisizione di Net insurance, che si tratta di un’“avventura” tutt’ora in corso peraltro. Eurovita è rilevante sotto un altro punto di vista

Come si è orientato nelle scelte che si è trovato di volta in volta ad affrontare? Qual è stata la “bussola”?
I nostri valori sono sempre la bussola in tutte le circostanze, il lavoro non può e non deve fare eccezioni. A volte mi chiedo perché questa domanda ricorra così frequentemente. La mia esperienza è che il conflitto non è così necessariamente ricorrente.

Quale crede sia stato il momento fondamentale in questo percorso e come l’ha vissuto emotivamente?
Il passaggio all’attività imprenditoriale indubbiamente spicca ai fini di questa domanda e va ricollegato al lavoro di Eurovita con il noto fondo americano di J.C.Flowers. Sarebbe assurdo dire che non ci fosse apprensione nei lunghi mesi di negoziazione e poi di attesa dell’autorizzazione IVASS. Ma anche molta convinzione e speranza hanno animato quei momenti. E questo approccio ha guidato verso il risultato.

Ha incontrato battute d’arresto?
Direi di sì. Forse per fortuna, perché le cosiddette battute d’arresto sono momenti di riflessione sul percorso che si è intrapreso, sull’opportunità o meno di cambi di direzione. E non solo. Sono anche occasioni per allargare i propri orizzonti di impegno, lavorativo e non. In questi momenti sono riuscito, ad esempio, a prendermi del tempo per diventare anche uno scrittore o per sistematizzare le mie conoscenze teoriche nei campi di interesse professionale.

Che ruolo ha avuto la fede nella crescita professionale?
È la fonte primaria di valori morali cui ispirarsi, la chiave interpretativa fondamentale delle vicende umane, ciò che dà senso anche alle vicende più piccole.

Come ha compreso quale fosse il suo talento? È, secondo Lei, qualcosa di cui si prende consapevolezza un po’ alla volta o qualcosa di evidente?
Sicuramente accade gradualmente, e anche per eventi specifici, purchè non si rinunci mai a riflettere su ciò che avviene e a inserirlo in un quadro morale ampio e definito.

La sua professione prevede l’attenta e consapevole gestione dei rischi, perché è affascinato da questo ambito? Come ha capito di volersi dedicare a questa professione?
Ha pesato il fascino dell’incerto, di un settore in cui il costo dei fattori produttivi è noto alla fine e richiede, quindi, strumenti scientifici sofisticati di cui non si può fare a meno. Inoltre, anche il fatto che non fosse in cima alle preferenze lavorative di molte persone con il mio stesso background di studio mi affascinava. Non sono mai stato per seguire la corrente e la strada più battuta… poi c’è anche un po’ di casualità che incide sulla maturazione delle scelte.

Cosa rappresenta per lei il lavoro?
La principale occupazione della giornata e della settimana in termini di ore e il principale ambito terreno e la fonte di realizzazione umana. Ma rappresenta anche la partecipazione al disegno creativo. Dimensione laica e dimensione soprannaturale si devono compenetrare.

Cosa consiglierebbe ad un giovane che si trovasse a lavorare “contro i propri valori”? Come le consiglierebbe di affrontare questa difficoltà?
Gli consiglierei di cambiare contesto: capo, organizzazione, ruolo, ad esempio. Ovviamente più si è giovani, meno è difficile. E vale in ogni caso, anche se si pensa che lavorativamente il contesto non sia utile a realizzarsi e a crescere. Cambiare quando non vi sono le condizioni per rimanere è un atto di coraggio, se non si ha paracadute, ma di solito paga.

Qual è la sfida lavorativa principale che in questo momento vive e come la sta affrontando?
Sto cercando di realizzare il progetto incardinato nel piano industriale di Net insurance, l’affermazione di un innovativo player nel campo della protezione assicurativa in Italia, in un contesto di forte cambiamento sotto il profilo regolatorio, di mercato, di paradigma tecnologico, e non solo, che è la fonte dell’opportunità imprenditoriale.

Come riesce a coniugare lavoro e relazioni e lavoro e fede?
Non credo ci sia una ricetta magica. Forse perché, se correttamente intese, queste dimensioni non sono naturalmente in contraddizione, ma destinate a rinsaldarsi e rinforzarsi reciprocamente. Non credo in difficoltà straordinarie ma nella pacata e serena ordinarietà.

Qual è il passo del Vangelo cui è più affezionato e perché? Qual è quello da cui ha attinto maggiore ispirazione nella sua vita professionale?
Quello in cui Gesù dice di “Dare a Cesare quel che è di Cesare e a Dio quel che è di Dio”. Mi sembra la base della riconciliazione tra vita sociale ed economica da un lato e dimensione spirituale.

Stefania Tessari
Aprile 2021

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