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ARTICOLI

Presentazione Forall S.r.l.

Forall S.r.l. è un’azienda che produce apparecchi d’illuminazione. Nasce nel 2015 sul proseguo dell’attività di Novaluce, fondata nel 1987 a Bussolengo dai fratelli Braga. L’azienda aveva l’obbiettivo di costruire e fornire apparecchi per il settore del mobile e il contract alberghiero. Nei primi anni quindi si specializza nella realizzazione di lampade decorative costruite ad hoc sulle esigenze tecniche del committente o del progettista, cercando di mantenere un rapporto di qualità prezzo più vantaggioso rispetto a prodotti più riconosciuti dal consumatore finale.
La trasformazione da Novaluce a Forall è la storia di una rinascita di una piccola comunità aziendale.
L’introduzione della tecnologia a LED nel mercato globale stravolge anche il modo di concepire non solo la progettazione di un corpo illuminante, ma anche il modo di concepire l’illuminazione nell’ambiente e il modo di fare impresa. Novaluce era entrata in difficoltà economica e gestionale data dal repentino cambiamento, per cui c’era la necessità di far entrare nuove figure che avessero la volontà di investire nel futuro, e non perdere il saper “Fare Luce” e poter garantire una nuova avventura alla comunità lavorativa già presente, garantendo così la continuità dell’occupazione lavorativa. Con queste finalità nasce Forall. L’obbiettivo è di creare e consolidare un’equipe lavorativa dinamica con competenze trasversali, specializzata nella realizzazione di apparecchi d’illuminazione. La filosofia guida è che questi prodotti possano essere personalizzabili per ogni singolo progetto, e nello stesso tempo creino un ”modus operandi” replicabile in qualsiasi contesto progettuale. È la risposta all’esigenza odierna del mercato, che chiede lampade all’avanguardia che abbiano la possibilità di essere nel tempo aggiornate tecnologicamente, e con un prezzo che ne consenta la distribuzione in larga scala. Queste nuove buone pratiche introdotte dal management sono per noi la risposta ad un nuovo approccio al mercato, dove l’attenzione alla sostenibilità non solo del prodotto ma nel “fare azienda” è necessaria e deve essere incarnata globalmente nell’impresa.
Da questa volontà ne consegue il sogno imprenditoriale: Forall deve realizzare un profitto annuale utile per la costruzione di un’impresa integrale a servizio di una comunità. Un’ impresa di comunità è il luogo dove tutti gli stakeholder interni ed esterni all’azienda, a seconda della loro mansione e ruolo, possono trarre dal proprio lavoro quotidiano il frutto per la costruzione della loro vita familiare, e nello stesso tempo, grazie alle logiche operative introdotte in azienda, creino una comunità lavorativa che sia al servizio del cliente e riconosciuta tale per l’alta professionalità messa a disposizione di tutti. A Taranto andremo con questo spirito, testimoniando che questo approccio alla vita d’impresa non solo è possibile, ma funziona, ed è pure bello.

Alberto Cetti
Ottobre 2021

Fare impresa come testimonianza

È stata un’esperienza arricchente quella vissuta con alcuni manager di Pedrollo S.p.A. per la compilazione della candidatura come buona pratica per la prossima settimana sociale di Taranto. Non una sorpresa, certo. La storia dei Pedrollo è un pezzo della storia dell’economia ma anche della Chiesa veronese che mostra come un’educazione, una fede cristiana e un’esperienza di vita possano diventare un’organizzazione, un’impresa, un modello di creazione di valore condiviso e diffuso. Dal racconto che abbiamo ascoltato è emerso come l’attenzione ai bisogni, la perseveranza nello scoprire e coltivare i talenti, la distribuzione di ricchezza in fornitori locali e il desiderio sincero di migliorare le condizioni di vita di chi si incontra, siano le basi sulle quali si è costruita una delle realtà imprenditoriali più famose dell’Est Veronese.
L’attenzione al bisogno, in particolare a quello più elementare per la vita di ciascuno di noi, ha generato quell’intuizione di Silvano Pedrollo che, ben 45 anni fa, iniziò a viaggiare negli angoli del mondo che più avevano bisogno di un bene essenziale come l’acqua, proponendo nuovi modi efficaci e creativi per ottenerla facilmente. Da quell’atteggiamento di creativa proposta volta alla soddisfazione di bisogni storicamente radicati, si generarono energie e stimoli per iniziare a organizzare filiere di produzione di soluzioni che permettessero all’uomo di avere acqua sempre più facilmente. Modello perpetuato ed evoluto dalla seconda generazione della famiglia. Ciò, con tutte le difficoltà che comporta il voler costruire una comunità organizzata di lavoro che risponda ai desideri e alle aspettative di un mercato sempre più veloce ed esigente e volendo mantenere le sedi aziendali in Italia. Qui entra in gioco un ulteriore caratteristica evidente di Pedrollo: la perseveranza. Caratteristica che, spesso, necessita di relazioni consolidate, di capacità di creare empatia e fiducia attorno a sé, e di individuare i talenti e le capacità personali. Tutti aspetti che un’impresa abbisogna per affrontare i momenti più complessi, senza restarne irrimediabilmente condizionata.
Infine, la testarda volontà di influire positivamente sulle vite delle persone che si incontrano. E questo non riguarda solo i 500 dipendenti che contribuiscono alla storia della Pedrollo, ma anche le tantissime comunità della parte più povera del mondo che hanno beneficiato delle soluzioni da essa elaborate, spesso in maniera gratuita. Tutto ciò da una profezia: “Vedrai quanto bene farai con quegli attrezzi lì”. Una profezia che si è fatta testimonianza.

Beatrice Scappini
Ottobre 2021

 

Un’Intrapresa per cui (vale la pena) spendersi

Il progetto “Intrapresa”, avviato dalla Fondazione Toniolo nel 2019, sarà una delle buone pratiche che la nostra Diocesi presenterà alla prossima Settimana Sociale dei Cattolici Italiani di Taranto. Esso ha permesso finora di costruire una rete di più di 200 giovani imprenditori, professionisti, manager e studenti che mensilmente si trovano per ascoltare delle testimonianze di vita, carriera e fede o per confrontarsi su idee e progetti ispirati alla dottrina sociale della Chiesa. Il format finora utilizzato, ossia l’ascolto e il confronto con persone che hanno trascorso un’intera vita cercando di integrare le proprie convinzioni, le proprie aspirazioni e le proprie azioni, ha permesso di avviare relazioni nuove tra giovani provenienti da categorie e settori diversi e di far nascere nuove idee su attività concrete che generino un contributo per la città. La convinzione di fondo dalla quale siamo partiti è che esiste una nuova generazione di veronesi che non si accontenta di utilizzare i propri talenti e i frutti dei propri percorsi formativi solo per fare carriera, ma che vorrebbe generare un impatto positivo e integrale nelle comunità nelle quali ha scelto di costruire la propria famiglia. Per fare ciò, si sono ipotizzati tre modi: condividere storie, consolidare relazioni e avviare progetti che diventino buone pratiche replicabili. La prima azione consiste nel condividere esperienze di persone più mature che hanno cercato di rispondere alle sfide in contesti e momenti diversi, per trarre ispirazione, porre domande scomode a cui ancora non si è trovata risposta e mettere in comune difficoltà o rischi che ancora non si è riusciti a correre.
La seconda, invece, è fondamentale per creare quelle basi solide e quegli anticorpi efficaci che permettono di costruire percorsi professionali e personali generativi, senza incappare nei rischi di arrendevolezza o distorsione valoriale che la vita può presentare. La collaborazione con persone di cui ci si fida, la continua ricerca del confronto, la sfida di intraprendere le scelte più importanti della propria vita assieme ad altri sono ciò a cui vogliamo appassionare coloro che frequentano i nostri incontri.
La terza, infine, è la vera misura di efficacia del progetto. Se gli incontri vissuti, le parole scambiate, la fiducia costruita si faranno opera, segno di nuova incarnazione dei valori cristiani – dai quali tutto ciò è sorto – allora significa che il tempo che abbiamo dedicato, avrà portato i suoi frutti e che le soddisfazioni e l’arricchimento che abbiamo percepito alla fine di ogni nostro ritrovo, erano effettivamente segni di consolidamento delle nostre motivazioni. Questa è l’Intrapresa in cui speriamo di riuscire.

Riccardo Tessari
Ottobre 2021

Intraprésa non si è mai fermata In preparazione della Settimana Sociale di Taranto 2021

Intraprésa che rappresenta l’area lavoro della pastorale sociale e del lavoro della Diocesi di Verona che fa capo a Fondazione Toniolo, dal 2019 si occupa di coinvolgere giovani economisti ed imprenditori per confrontarsi su come: coniugare il “fare il Bene” con le regole e i limiti dell’economia; vivere la propria fede nel lavoro; ideare nuovi modelli e paradigmi economici più umani, eticamente responsabili e rispettosi del creato. Da Settembre 2020 ha ripreso le attività grazie alla creazione della squadra di coordinamento chiamata “La Segreteria”, composta da 12 giovani-adulti economisti e lavoratori che per primi approfondiscono e cercano di vivere nella propria vita la DSC (Dottrina Sociale della Chiesa) e argomenti affini. I 12 giovani donne e uomini sono visibili con una propria descrizione sul sito La Segreteria – Fondazione Toniolo, essi provengono da esperienze lavorative varie e molti di loro stanno costruendo la propria famiglia, ognuno di loro in questi mesi si è dedicato allo sviluppo dei progetti che caratterizzano Intraprèsa, in particolare le serate di Networking, i gruppi d’azione, e la collaborazione con il Centro pastorale adolescenti e giovani della diocesi per il percorso Economy off/on. La segreteria si ritrova mensilmente per una riunione operativa e soprattutto per confrontarsi sulla lettura di un testo che esplichi la DSC e ci si confronta per poter essere testimoni sia all’interno delle attività di Fondazione Toniolo sia nella propria vita sociale/lavorativa
Le serate di networking è l’attività che ad oggi, pur con tutte le difficoltà della pandemia che hanno costretto ad organizzare 4 serate su 6 online, ha riscontrato grande interesse con numerose iscrizioni e nuove persone che si avvicinano a questi temi, fino ad arrivare ad aver coinvolto circa 160 persone in complessivo tra le varie serate. Gli ospiti finora sono stati in ordine cronologico Donato Didonè – AD di Aia S.p.A., Thomas Ambrosi – imprenditore in ambito di innovazione agricola fondatore di ONO Logistics, Barbara dalle Pezze – coach internazionale, Andrea Battista – imprenditorie in ambito di assicurazioni ad alto contenuto tecnologico in Net Insurance. Questi incontri cercano di avere come ospite persone di fede che eccellono nel loro settore lavorativo portando la loro testimonianza di come vivono la DSC e l’equilibrio vita-casa-lavoro-fede, con tutte le sfide a ciò correlate. Questo è il valore aggiunto di Intraprèsa parlare di lavoro in modo innovativo tenendo al centro la fede e le relazioni, parlando quindi del senso della vita portato nel lavoro. Le serate proseguiranno nei mesi di Aprile e Maggio con altri due ospiti imprenditori del territorio veronese. Ogni persona che si iscrive ha accesso agli incontri registrati e disponibili sul canale youtube di Fondazione Toniolo e alle slide riassuntive della serata disponibili in una cartella condivisa.
La collaborazione con il Centro pastorale adolescenti e giovani ha dato molti frutti, permettendo ai giovani della segreteria di Intraprèsa di essere testimoni di come loro stessi vivono la DSC nella loro vita, mettendo a frutto il percorso formativo e spirituale che stanno svolgendo insieme e donando le proprie risorse ai giovani che hanno aderito al corso “Economy off/on”, percorso che si è basato sul libro Docat e sulle testimonianze e formazione fornite da Intraprésa.
Infine il Gruppo D’azione che è stato attivato quest’anno riguarda la compliance cioè come poter misurare la DSC nelle imprese e come poter riconoscere e creare dei modelli aziendali che siano coerenti con la DSC. Questo gruppo insieme alla segreteria sta dialogando con la commissione organizzativa della 49^ settimana sociale dei cattolici italiani che si terrà a Taranto il prossimo Ottobre 2021. Alcuni giovani si stanno occupando di candidare realtà aziendali, comunali, ecclesiali e del terzo settore all’evento di Taranto per poter portare virtuosi esempi veronesi di realtà sociali ed economiche che incarnano nei propri processi la DSC.

Beatrice Scappini
Aprile 2021

La fede è la chiave interpretativa fondamentale delle vicende umane Intervista ad Andrea Battista

Andrea Battista Amministratore Delegato di Net Insurance S.p.A. è stato ospite di Networking l’appuntamento mensile con imprenditori, dirigenti, professionisti organizzato da Intrapresa. Si tratta di storie di persone che nella loro vita professionale cercano di coniugare lavoro e fede, economia e valori, impegno professionale e dimensione spirituale nella convinzione che non sono due aspetti contrapposti o separati ma dimensioni diverse di un’unico impegno per far bene e far star bene. Lo studio, il lavoro da manager e la dimensione imprenditoriale. E poi? L’atteggiamento positivo verso qualunque persona ed esperienza, il desiderio di cimentarsi in nuove avventure professionali, di guardare oltre, di scegliere strade non battute, lasciandosi sempre ispirare orientare dai propri valori, dalla fede. La vera bussola. È tra queste tappe fondamentali che si snoda la storia professionale e umana di Andrea Battista. Una storia che si innesta su una salda consapevolezza: l’innovazione può costituire un’occasione per far fiorire la libertà e di creatività umana

Quali sono stati i momenti più significativi della sua storia professionale?
Se dovessi sintetizzare citerei sicuramente la Laurea in economia in Luiss, l’incarico di amministratore delegato di Aviva e infine l’acquisizione di Net insurance, che si tratta di un’“avventura” tutt’ora in corso peraltro. Eurovita è rilevante sotto un altro punto di vista

Come si è orientato nelle scelte che si è trovato di volta in volta ad affrontare? Qual è stata la “bussola”?
I nostri valori sono sempre la bussola in tutte le circostanze, il lavoro non può e non deve fare eccezioni. A volte mi chiedo perché questa domanda ricorra così frequentemente. La mia esperienza è che il conflitto non è così necessariamente ricorrente.

Quale crede sia stato il momento fondamentale in questo percorso e come l’ha vissuto emotivamente?
Il passaggio all’attività imprenditoriale indubbiamente spicca ai fini di questa domanda e va ricollegato al lavoro di Eurovita con il noto fondo americano di J.C.Flowers. Sarebbe assurdo dire che non ci fosse apprensione nei lunghi mesi di negoziazione e poi di attesa dell’autorizzazione IVASS. Ma anche molta convinzione e speranza hanno animato quei momenti. E questo approccio ha guidato verso il risultato.

Ha incontrato battute d’arresto?
Direi di sì. Forse per fortuna, perché le cosiddette battute d’arresto sono momenti di riflessione sul percorso che si è intrapreso, sull’opportunità o meno di cambi di direzione. E non solo. Sono anche occasioni per allargare i propri orizzonti di impegno, lavorativo e non. In questi momenti sono riuscito, ad esempio, a prendermi del tempo per diventare anche uno scrittore o per sistematizzare le mie conoscenze teoriche nei campi di interesse professionale.

Che ruolo ha avuto la fede nella crescita professionale?
È la fonte primaria di valori morali cui ispirarsi, la chiave interpretativa fondamentale delle vicende umane, ciò che dà senso anche alle vicende più piccole.

Come ha compreso quale fosse il suo talento? È, secondo Lei, qualcosa di cui si prende consapevolezza un po’ alla volta o qualcosa di evidente?
Sicuramente accade gradualmente, e anche per eventi specifici, purchè non si rinunci mai a riflettere su ciò che avviene e a inserirlo in un quadro morale ampio e definito.

La sua professione prevede l’attenta e consapevole gestione dei rischi, perché è affascinato da questo ambito? Come ha capito di volersi dedicare a questa professione?
Ha pesato il fascino dell’incerto, di un settore in cui il costo dei fattori produttivi è noto alla fine e richiede, quindi, strumenti scientifici sofisticati di cui non si può fare a meno. Inoltre, anche il fatto che non fosse in cima alle preferenze lavorative di molte persone con il mio stesso background di studio mi affascinava. Non sono mai stato per seguire la corrente e la strada più battuta… poi c’è anche un po’ di casualità che incide sulla maturazione delle scelte.

Cosa rappresenta per lei il lavoro?
La principale occupazione della giornata e della settimana in termini di ore e il principale ambito terreno e la fonte di realizzazione umana. Ma rappresenta anche la partecipazione al disegno creativo. Dimensione laica e dimensione soprannaturale si devono compenetrare.

Cosa consiglierebbe ad un giovane che si trovasse a lavorare “contro i propri valori”? Come le consiglierebbe di affrontare questa difficoltà?
Gli consiglierei di cambiare contesto: capo, organizzazione, ruolo, ad esempio. Ovviamente più si è giovani, meno è difficile. E vale in ogni caso, anche se si pensa che lavorativamente il contesto non sia utile a realizzarsi e a crescere. Cambiare quando non vi sono le condizioni per rimanere è un atto di coraggio, se non si ha paracadute, ma di solito paga.

Qual è la sfida lavorativa principale che in questo momento vive e come la sta affrontando?
Sto cercando di realizzare il progetto incardinato nel piano industriale di Net insurance, l’affermazione di un innovativo player nel campo della protezione assicurativa in Italia, in un contesto di forte cambiamento sotto il profilo regolatorio, di mercato, di paradigma tecnologico, e non solo, che è la fonte dell’opportunità imprenditoriale.

Come riesce a coniugare lavoro e relazioni e lavoro e fede?
Non credo ci sia una ricetta magica. Forse perché, se correttamente intese, queste dimensioni non sono naturalmente in contraddizione, ma destinate a rinsaldarsi e rinforzarsi reciprocamente. Non credo in difficoltà straordinarie ma nella pacata e serena ordinarietà.

Qual è il passo del Vangelo cui è più affezionato e perché? Qual è quello da cui ha attinto maggiore ispirazione nella sua vita professionale?
Quello in cui Gesù dice di “Dare a Cesare quel che è di Cesare e a Dio quel che è di Dio”. Mi sembra la base della riconciliazione tra vita sociale ed economica da un lato e dimensione spirituale.

Stefania Tessari
Aprile 2021

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